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lunedì 2 novembre 2009

Premio Cutuli a Sylvia Poggioli e all'inviato de IlSole24Ore Alberto Negri

«Un premio nato con la volontà di portare avanti il capitale di ricerche, idee e studi avviato da Maria Grazia». Così martedì mattina, a Milano, nella Sala Montanelli del Corriere della Sera, Mario Cutuli ha definito il Premio internazionale di giornalismo dedicato a sua sorella Maria Grazia, l’inviata del Corriere uccisa con altri tre colleghi in agguato lungo la strada tra Jalalabad e Kabul il 19 novembre 2001, a 39 anni. Con lui, per annunciare i nomi dei vincitori dell’edizione 2009 - la quinta da quando il premio è stato istituito - c’erano Piergaetano Marchetti, presidente di Rcs Quotidiani, e Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, che ha ricordato Maria Grazia, il suo esempio professionale e la sua capacità di «mettersi nello sguardo degli altri» per raccontare storie anche scomode dalle zone di guerra.

IL PREMIO - Il premio, organizzato dalla Fondazione Maria Grazia Cutuli Onlus (di cui fanno parte la famiglia Cutuli, Rcs Quotidiani, Banca Nuova, Comune di Roma, Regione Siciliana, Provincia Regionale di Catania, Confindustria Sicilia, Ordine nazionale dei giornalisti, Federazione nazionale della stampa, Comune di Santa Venerina) con le università di Palermo, Catania, Messina ed Enna, va ogni anno a professionisti già affermati, a un giornalista emergente siciliano e a giovani studenti autori di tesi di argomento giornalistico.

I VINCITORI - Quest’anno il premio Stampa estera è andato a Sylvia Poggioli, corrispondente per l’Europa della Npr (National Public Radio), una rete radiofonica di quasi mille stazioni che attraversa tutto il territorio americano. Americana di origini italiane (è figlia di due antifascisti andati in esilio negli Usa nel 1938), ha raccontato per la Npr la caduta del Muro di Berlino e le grandi crisi dei Balcani e del Medioriente. Per la stampa italiana è stato scelto Alberto Negri, inviato speciale e commentatore del Sole 24 Ore, uno dei massimi esperti italiani di Afghanistan, Iran, Pakistan, Medioriente, Balcani e Africa. Un premio, il suo, che ha una valenza speciale: Negri infatti era in Afghanistan nei giorni in cui perdeva la vita Maria Grazia Cutuli, al quale era legato da una forte amicizia. Il giornalista siciliano emergente è Sergio Taccone, corrispondente dalla provincia di Siracusa del quotidiano La Sicilia. Di lui la giuria ha ricordato l’inchiesta coraggiosa sul naufragio del Natale ’96 a Portopalo, in cui morirono 283 persone, una delle più grandi tragedie legate agli sbarchi degli immigrati sulle coste italiane. Un lavoro che è costato a Taccone - di recente bersaglio di intimidazioni per le sue inchieste sul traffico di droga nel siracusano - anche un’aggressione.

LA GIURIA - La giuria - presieduta da Ferruccio de Bortoli e composta da Gianni Riotta, Antonio Di Bella, Antonio Ferrari, Nino Milazzo, Felice Cavallaro, Francesco Faranda, Mauro Miccio, Rino Labate, Giuseppe Vecchio, Antonio La Spina e Luca Pedullà - ha voluto premiare per la miglior tesi di dottorato Rosaria Stoppia, (Università di Messina), per quella di laurea specialistica Francesca Meloni (Università di Torino) e di laurea triennale Jessica Bigini (Università di Modena e Reggio Emilia). Per loro, oltre a un premio in denaro, ci sarà anche l’opportunità di uno stage nelle redazioni del Corriere della Sera, possibilità che avranno anche altre sette neolaureati le cui tesi sono state segnalate dalla giuria. Sabato 21 novembre, in Sicilia, la giornata conclusiva del premio: a Catania, alle 10 nell’Aula magna della facoltà di lettere, Sylvia Poggioli e Alberto Negri terranno la loro lectio magistralis agli studenti degli atenei siciliani. Alle 18, nella Casa del Venedemmiatore di Santa Venerina - il paese di origine della famiglia Cutuli, dove oggi riposa Maria Grazia - si terrà la cerimonia di consegna dei premi, presentata dall’inviato del Tg1 Duilio Giammaria, cui prenderanno parte anche gli scrittori Pietrangelo Buttafuoco e Domenico Cacopardo.

LA FONDAZIONE - Oltre al Premio, la Fondazione Cutuli Onlus porta avanti progetti a sostegno dei giovani che vogliano intraprendere la professione giornalistica e di operatori umanitari e giornalisti attivi nelle zone di guerra. Tra le iniziative già avviate c’è anche un corso di formazione per inviati nelle aree di crisi realizzato con l’Università di Roma Tor Vergata, la Croce Rossa, lo Stato Maggiore dell’Esercito e il Ministero degli Esteri ed è in progetto la costruzione di una scuola nella zona di Herat, in Afghanistan.

 

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