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sabato 20 febbraio 2010

La crisi perdura, ma ci sono segnali di miglioramento

“L’Italia è stata duramente colpita dalla crisi economica. C’è qualche piccolo e lento miglioramento negli ultimi mesi ma la congiuntura resta complicata. L’impatto sull’occupazione c’è e ci porterà nei prossimi mesi a gestire importanti situazioni di ristrutturazione.

L’importante è agire tutti insieme – Governo, istituzioni, sindacati – non salvando stabilimenti che non possono restare in piedi ma salvaguardando i posti di lavoro e riutilizzando coloro che hanno perso l’impiego”: lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, prima di intervenire al convegno “Strategia della rete: progetti d’integrazione delle imprese pugliesi”, svoltosi alla Fiera del Levante nell’ambito della settima edizione di Bi-Mu Mediterranea, la rassegna in programma fino a domenica dedicata al settore di macchine utensili, robot e automazione. Unanimi i pareri degli altri addetti ai lavori: l’Italia (e anche la Puglia) continua a vivere una difficile situazione economica ma i segnali e gli strumenti per venirne fuori ci sono e fanno guardare al futuro con un cauto ottimismo.

Di quest’avviso Cosimo Lacirignola, presidente della Fiera, secondo cui, nell’anno in cui il Mediterraneo è diventato area di libero scambio ed è sempre più il centro dell’economia globale, “il Sud e la Puglia in particolare possono intercettare le esigenze di oltre un miliardo di persone grazie ad eccellenti Università, centri di ricerca e capacità imprenditoriali. Coniugando il sapere con il fare si può rispondere alle sfide del futuro e vincerle”.

Gli ha fatto eco Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia e assessore allo Sviluppo Economico: “In questa fase le imprese producono meno utili e diventano fondamentali i tipi di soluzione da adottare per sostenerle. La nostra Giunta è ricorsa ad incentivi (Titolo 2 per le piccole e micro imprese, Pia per le medie e contratti di programma per le grandi) che ammontano a 800 milioni di euro e a 11 bandi. Risultato? Dopo il Trentino Alto Adige siamo la regione d’Italia che ha perso meno Pil. Abbiamo, poi, assegnato 25 milioni di euro (da finanziamenti europei) ai laboratori di ricerca e aiutato 148 pmi con 48 milioni di fondi. Siamo intervenuti per risolvere i problemi legati al credito (pubblicando su internet quante imprese sono state effettivamente sostenute dalle banche e ottenendo così una moltiplicazione degli investimenti) e ai tassi di interesse (dopo la nostra denuncia quelli praticati dagli istituti di credito si sono ridotti fino a due punti). Ricerca, formazione e innovazione restano la ricetta per una nuova competitività”.

D’accordo Alessandro Laterza, presidente di Confindustria Bari, che ha ricordato le possibilità di sviluppo offerte dai distretti produttivi regionali (ad iniziare da quello della meccanica, come evidenziato dalla sua presidente, Tina Luciano) e dai contratti di rete e la necessità di una politica di tipo industriale “di cui il Paese ha fortemente bisogno”.

Intanto bisogna fare i conti con i dati degli ordini di macchine utensili che, nel quarto trimestre 2009, hanno registrato un calo dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2008, anche se si interpreta come un’inversione di tendenza, sul fronte interno, l’indice di raccolta ordini che è tornato a salire del 12,1%, per un valore assoluto pari a 82,3. “Chiediamo alle autorità di governo – ha affermato il presidente di Ucimu-Sistemi per produrre, Giancarlo Losma – l’estensione, fino a fine 2010, del provvedimento di detassazione degli utili reinvestiti (la cui scadenza è attualmente fissata al 30 giugno, ndr) in macchinari ad alta tecnologia, affinchè il riscontro raccolto dai costruttori italiani sul mercato domestico negli ultimi mesi dell’anno non sia soltanto un fuoco di paglia destinato a spegnersi con effetto pressochè immediato. Rimane imprescindibile, inoltre, l’alleanza tra imprese che consente vantaggi logistici e risparmio delle risorse”.

Progetti come Retimpresa, l’Agenzia confederale di Confindustria nata per favorire l’aggregazione tra realtà economiche, diventano allora strategici, come sottolineato da Vincenzo Boccia, presidente della Piccola Industria di Confindustria: “Solo con sinergie a tutto campo e la vitalità del nostro sistema imprenditoriale si può uscire dalla tempesta. E, allora, non yes we can ma yes we must”.

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