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lunedì 16 gennaio 2017

Andrea Pietrini, founder e managing partner di YourCFO Consulting Group


Andrea Pietrini, laurea all‘Università Bocconi, MBA Executive alla LUISS Business School, ha svolto ruoli significativi nel settore dell M&A ed è stato consigliere di amministrazione di numerose aziende italiane ed estere. Nel 2012 ha fondato yourCFO Consulting Group, la prima società italiana di CFO Service e finanza operativa di cui è managing partner, e negli anni successivi i progetti paralleli di yourHR, per le professionalità delle risorse umane e yourDIGITAL, nel campo della digital trasformation.

E’ autore della pubblicazione “i 7 segreti del CFO – Ottieni il successo finanziario della tua impresa e docente al Master in Business Finance della John Cabot University. A fianco a questa attività, svolge quella di Business Angel, sia come investitore indipendente, che come socio di IAG, Italian Angels for Growth; è presidente dell’associazione nazionale Charta Nova che sostiene i temi della trasparenza e meritocrazia e fondatore e tesoriere della Fondazione Homo ex Machina, che promuove l’utilizzo della tecnologia a scopi filantropici e organizza ogni anno il premio Tecnopia destinato a giovani tra i 6 e i 18 anni.

Ci parli dell'iniziativa, tra quelle che hanno caratterizzato la sua vita lavorativa, che più le sta a cuore

Non posso che parlare naturalmente di yourCFO Consulting group (www.yourcfo.it), la società che ha portato in Italia il CFO Service, che si è rapidamente sviluppata nei progetti paralleli di yourHR (www.yourhr.it) e yourDIGITAL (www.yourdigital.it) e che presto vedrà lo sviluppo della divisione yourCEO. Si tratta, come si intuisce dai nomi, di iniziative di advisory operativo, svolte da figure di alte competenze e ampia esperienza manageriale, per sostenere e affiancare l’imprenditore e la direzione aziendale in progetti complessi, anche nella forma di transition management.
yourCFO, in particolare fornisce servizi apicali “on site” nell’area Amministrazione, Finanza e Controllo – transition CFO, controllo di gestione, gestione della tesoreria e rapporti con le banche, supporto alle operazioni di corporate finance dalle piccole aziende alle grandi corporation. Il CFO service, è un business ancora embrionale in Italia, un paese ricco di imprenditori ma povero di competenze finanziarie di qualità. Il nostro motto è: “non ti diciamo quello che devi fare, ma lo facciamo insieme a te”.
Il progetto, nato alcuni anni fa, sta avendo uno sviluppo importante e al momento vede impegnati circa 80 professionisti su tutto il territorio nazionale e in Svizzera ed è prevista una presenza in Francia già nei prossimi mesi.

Quali fattori hanno portato al successo YourCFO?

Da un punto di vista dell’impostazione del progetto, il principale fattore critico di successo, a mio parere, è stato quello di avere puntato sin dell’inizio a profili di altissima qualità, con una selezione che non esiterei a definire “spietata”. Per collaborare con noi, oltre ad avere caratteristiche curriculari di eccellenza, si devono superare 5 colloqui e un test attitudinale molto strutturato.
Dal punto di vista “ambientale” invece ha chiaramente aiutato un contesto economico, quale quello italiano, che purtroppo sta vivendo un momento di crisi, dovuto anche alla limitata managerializzazione delle aziende, specie le PMI, e per questo motivo in questo momento competenze di qualità, erogate in forma molto flessibile, sono particolarmente ricercate dal mercato.

Cosa consiglierebbe ad un giovane che volesse oggi confrontarsi con il settore della consulenza d’impresa e dell’advisory operativo in particolare

L’area dell’advisory operativo è sempre molto affascinante, ma a un giovane direi di farsi prima le ossa in azienda, per almeno 5/7 anni, poi fare un MBA, magari all’estero e poi pensare ad entrare nel settore. Mai come in questo momento c’è bisogno in azienda di competenze “fattive”. L’esperienza sta diventando sempre più un valore: in acque agitate, non si può improvvisare: faccio spesso il paragone con i viaggi aerei: quado salgo e vedo un comandante con qualche capello grigio, mi sento molto più sicuro di quando vedo un pilota che sembra appena uscito dalla scuola di volo … in Italia in particolare siamo al centro di una tempesta perfetta, da cui non si vede peraltro l’uscita. Diciamola così, noi diamo alle aziende piloti o co-piloti esperti.

Si dice che le crisi, in questo caso quella economica, nascondono sempre delle opportunità di cambiamento. Intravede qualche opportunità da cogliere nell'attuale contesto italiano?

Io credo che la crisi sia un’opportunità per ripensare il nostro sistema produttivo nell’ottica non solo della managerializzazione, come dicevo prima, ma anche della collaborazione. La stessa volontà di controllo totale che spesso impedisce all’imprenditore italiano di coinvolgere manager preparati, è quella che previene alleanze o aperture del capitale a soci o al mercato. La crisi potrebbe fare capire una volta per tutte che l’unione fa la forza e da soli, sia da punto di vista organizzativo che societario, se già prima non si andava lontano, e i fatti lo dimostrano, ora non si sopravvive.

Su quali settori, in espansione attuale o futura, consiglierebbe di puntare ai giovani?

Sarò banale, ma penso a tutta l’economia digitale, che cambierà completamente il mondo per come lo conosciamo ora. In Italia anche da questo punto di vista siamo molto indietro e come c’è da managerializzare un Paese, dobbiamo anche digitalizzarlo. Per questo ad esempio, anche noi abbiamo creato la divisione yourDIGITAL che ha come managing partner Jacopo Mele, tra i più importanti esperti digital italiani, vincitore, tra l’altro, del Premio Italia Giovane, selezionato da Forbes tra i “30 under 30” più influenti d’Europa e nominato da Wired tra le 50 persone di spicco da tenere d'occhio nel 2017, che fin da subito ha coinvolto nell’iniziativa alcuni tra i più noti volti della “digital transformation” in Italia.
Ad un giovane tuttavia consiglierei soprattutto di lavorare sulle competenze, non solo hard, ma anche soft, sulle relazioni, sulla collaborazione e sul network, su qualsiasi settore voglia puntare. Direi di eliminare i vecchi schemi di pensiero, che già ora valgono poco e in un futuro che cambia ad una velocità impensata, varranno sempre di meno, perché i settori di espansione futura, adesso, forse non riusciamo neppure ad immaginarli.

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