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giovedì 16 febbraio 2017

Paolo Battaglia La Terra Borgese e la #homepage del sito #Chanel



Paolo Battaglia La Terra Borgese, noto critico d'arte, analizza - in esclusiva per il blog Opinion Makers - le homepage del lusso, esprimendo il proprio sentire. Il 'pezzo' della Comunicazione visiva, analizzato come si guardano e sentono le opere d'arte, un esercizio in cui si mette alla prova il creativo pubblicitario guardato con gli occhi di chi ne prende in considerazione l'arte.

L'homepage di oggi è quella del sito ufficiale di Chanel - consultato l'1 febbraio 2017
http://www.chanel.com/it_IT/fragranze-cosmetici/profumi.html

Ogni incontro con l’arte è un incontro con un evento, è l’idea che pensa. L’arte cambia l’uomo attraverso l’erudizione della coscienza estetica, è un’esperienza che modifica realmente chi la fa e chi ne fruisce. Nessuna forma pubblicitaria può realizzarsi senza ricorrere almeno ad una disciplina artistica, affinché “noi esclusi” si possa accedere al mondo degli appagati, di quelli che sono accettati al regno del benessere e che hanno diritto alla felicità. È quell’annuncio di salvezza che, con l'energia della scena proposta, coglie squisitamente bene nel segno.

Nei primi del ‘900 la macchina fotografica irrompe tra gli strumenti di artisti futuristi, dadaisti e surrealisti, e la fotografia si eleva ad arte, offrendosi ai costruttivisti per cogliere la realtà attraverso nuovi punti di vista.

Quasi contemporaneamente, in quegli stessi anni, nel secondo decennio del ‘900, nasce una famosa fragranza che ha indossato un ruolo sostanziale nella libertà femminile. È l’emblema d’eleganza che porta il nome di una delle donne più importanti del secolo scorso, è CHANEL N°5.

Il suo flacone, celebre per il tappo a taglio smeraldo, fu di così successo che, dal 1959, è in mostra al Museo di Arte Moderna di New York. Fu così di successo che persino Andy Warhol gli dedicò una serie di serigrafie. Fu così di successo che divenne presto icona di uno stile asciutto ed estremamente elegante, incarnò da lì a breve un concetto di femminilità senza tempo.

Nella nostra immagine sopra colpisce incredibilmente la ragazza resa qui icona della femminilità di Coco con elementi formali di rarefatta eleganza. Il primo attributo creato in studio, un grande flacone di vetro robusto dagli angoli spessi e dalla solidità plastica, quasi reale, è l’elemento che serve a sostenere il corpo sottile e leggero, e costituisce una seria affidabilità per l’esilità femminile e l’insicurezza personale rappresentate.

L’espressione del volto è la bellezza di cui gode adesso la ragazza, affascinata da una realtà superiore, è potente e tutelata, tranquillamente ora può cullarsi, dondolarsi senza il controllo della ragione, è capace di ogni palpito interiore. A far percepire questo beato movimento di un gioco oramai sapiente è l’asse inclinato della grande boccetta, e, ancora, la postura, che, come un prezioso sigillo, molto ricorda quella naturale di Coco Chanel. Sì, perché è proprio lei, Coco, a volere questo profumo: “Non voglio olezzo di rose e mughetto, voglio un profumo elaborato. E che odori di donna”, disse testualmente al chimico Ernest Beaux. E nei laboratori Beaux, figlio del profumiere dello zar di Russia, scappato in Francia dopo la rivoluzione, si dette inizio a una miscela di ottanta ingredienti. Sono gli stessi che animano lo sguardo, timido con occhio incantato ma intenso del soggetto dell’immagine, che appartiene a chi ha ricevuto il conforto autentico e inatteso da chi già conosce.

La ragazza è quindi ora capace dei suoi sogni, di mirare lontano verso l’amore sconfinato per la vita e la bellezza, delle preziose intimità emanate via dall’inno alla bellezza di una fragranza energica, decisa e che, sensuale, porge la delicatezza gradita all’animo, all’estetica, all’uomo. Conserva una femmina sicura.

La motivazione costruttiva dei monili alle dita della mano destra, e il riguardo per le unghie, mettono a fuoco una donna curata ma scevra e immune da ogni pesantezza estetica: è la testimonianza del gusto interpretata dal dettaglio.

La mano sinistra raffigura spoglia una donna libera dal pregiudizio. In modo più nitido entrambe le mani indicano la ricerca di affetto e protezione, impulsive usano la bottiglia come pilastro di sostegno all’edificio donna e, simultaneamente, la fonte di vita, il profumo, avvia uno scambio di influenze, si offre a lei da sotto il tappo, che, magicamente, è nel momento di schiudersi.

L’abito sottile lascia scoperte le spalle, la nudità resa dalla luce conferma il desiderio di sicurezza e addolcisce come tendenza d'espressione della moda.

Lo sfondo indifferente e assente impressiona per conservare un’atmosfera affascinante che esalta i particolari. Certamente contribuisce alla valorizzazione della luminosità e della rarissima, ammirevole espressività del soggetto, ora timido ora audace, facendo risuonare un'eco concorde e seria dell'impianto di indubbia efficacia visiva.

La figura femminile è come osservata attraverso una lente di ingrandimento, protetta oltre il limite di ogni possibilità dal Chanel N°5. In un equilibrio compositivo esatto è raffigurata molto giovane e schiva intanto che fantastica contemplativa. Armonica nel gioco dei tratti e dei volumi adesso profuma di donna ed è ricca di sorprendenti iniziative.

Le componenti ispirative realizzano molto bene, attraverso il laborioso processo di sintesi, il ritratto autentico di tutte le linee di prodotto della Maison: Moda, Gioielleria, Make Up, Profumi e tutta la filosofia di Coco, eccellenze di un’arte capace di mediare natura e spirito.

La rigorosa sintassi dei rapporti, intercorrenti tra i volumi, i colori e le immagini, esplicita la luce fantasticamente seducente dell’etichetta, eccitata com’è da una fantasia creatrice di perfetta armonia tra femmina e natura.

di Paolo Battaglia La Terra Borgese

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